Archivio per ottobre 2009

siamo anche colti…

28 ottobre 2009

KennedyL’America non è mai stata innocente. Abbiamo perso la verginità sulla nave, durante il viaggio di andata e ci siamo guardati indietro senza alcun rimpianto. Non si può ascrivere la nostra caduta dalla grazia ad alcun singolo evento o insieme di circostanze. Non è possibile perdere ciò che non si ha sin dall’inizio. La mercificazione della nostalgia ci propina un passato che non è mai esistito.

La vera Trinità di Camelot era Piacere, Spaccare il culo e Scopare. Jack Kennedy è stata la punta di diamante mitologica di una fetta particolarmente succosa della nostra storia. Spandeva merda in modo abile e aveva un taglio di capelli di gran classe.

Jack venne fatto fuori al momento ottimale per assicurarne la santità. Le menzogne continuano a vorticare attorno alla sua fiamma eterna. È giunto il momento di rimuovere la sua urna e illuminare le azioni di acuni uomini che spalleggiarono la sua ascesa e facilitarono la sua caduta.

Erano sbirri corrotti e artisti del ricatto. Erano intercettatori, soldati di fortuna e cabarettisti froci. Se un solo istante delle loro esistenze avesse imboccato un percorso diverso, la Storia americana come noi la conosciamo non sarebbe mai esitita.

È tempo di demitizzare un’era e costruire un nuovo mito, dalle stalle alle stelle. È tempo di abbracciare la storia di alcuni uomini malvagi e del prezzo da loro pagato per definire in segreto il loro tempo.

[dall’introduzione di America Tabloid, di James Ellroy]

Annunci

kartoffelnsalat (effetto Obama)

23 ottobre 2009

touadiNon si placa l’offensiva mediatico-politica dell’aspirante segretario pd d’Ario Franceschini. Dopo aver promosso la rivoluzione del calzino turchese (e mentre già si pensa ad una prossima rivolta delle cravatte a pois), prosegue l’approccio multicolore e multiculturale di d’Ario che ha annunciato, in caso di vittoria nel confronto congressuale, che avrà due vice-segretari: una donna (non specificata) e un negro (tal Juan Touadi, scrittore e giornalista). “L’ho scelto perché è nero“, ha chiarito, caso mai ci fosse qualche dubbio. Spera nell’effetto Obama. Come al solito arriva tardi, Berlusconi ingaggiò Gullit oltre 20 anni fa, peraltro con ottimi risultati. Pronta la replica di Bersani, che annuncerà a giorni una squadra di tre vice-segretari: ovviamente uno zingaro gay, una handicappata ebrea lesbica e un involtino primavera. Quanto ad Ignazio Marino, gli sarebbe piaciuto schierare un team di quattro vice-segretari; per ora è riuscito a convincere un postino in mobilità, un amico imitatore di serpenti ed è in trattativa con un suo cognato che una volta è stato a Zanzibar.

Io non sono mica diventato negro per vincere più facilmente le elezioni” pensa Obama, guardando giù da un terrazzino della Casa Bianca, e continua a non capirci niente della politica italiana.

piccolo spazio pubblicità

21 ottobre 2009

Ruphus ha un bar in Spagna, in un parco naturale, a 30 metri dalla spiaggia di San José (Almería). È un bar – ristorante fighissimo, ma Ruphus ha deciso di cederlo. Per questo approfitta dello spazio sui suoi blogz per farsi pubblicità. Cliccando su questo banner si viene catapultati su un sito che dà molte informazioni in più. Speriamo di vendere al più presto il bar e di poter togliere questa pubblicità.

banner bar


un nobel va bene, ma anche la coppa davis andava bene

9 ottobre 2009

questo post appare su Politiculo e su R U P H U S


obama

Hanno assegnato il Premio Nobel per la pace a Barack Hussein Obama.

Di questo fatto dovremmo rallegrarci tutti, sostenitori della pace e della guerra, sostenitori dell’America e dell’Unione Sovietica, sostenitori delle razze camitiche e ultrà della razza ariana. Perché un Nobel per la pace è un Nobel fatto apposta per mettere tutti d’accordo, per stare, appunto, in pace con noi stessi come con i nostri nemici. Non esiste il Nobel per la guerra, anche questo andrebbe sottolineato, e non esiste il Nobel per la matematica; i matematici hanno istituito la medaglia Fields, ma vuoi mettere, conosci una ragazza e per impressionarla, per farti bello, le dici: “Sai, ho vinto la medaglia Fields!“, lei sicuramente pensa a una corsa campestre; non è lo stesso che poterle dire: “Sai, ho vinto l’Oscar per i migliori costumi originali!“. Di certo uno come Obama, reduce dalla figura da farlocco che gli hanno servito negando le Olimpiadi alla sua città di origine, non poteva accontentarsi della medaglia Fields. Obama è il quarto presidente americano a ricevere questo prestigioso riconoscimento, ma dobbiamo ricordare che l’Italia vanta ben sei Nobel per la letteratura. Modestamente. Il bello di un Nobel per la pace è che non si discute, non è che può venire un Bin Laden, un Putin, un Berlinghieri a dire “No, non va bene“.

Tra l’altro questo premio simbolico di circa un milione di €uros si adatta perfettamente al carattere pacioso e ai modi urbani di questo personaggio, tutt’altro che permaloso. Ricordiamoci di quando Brulesconi disse di lui: “È abbronzato“. Era una battuta, ovviamente, ma è venuto giù il mondo: tutti lì a dire che queste cose non si dicono, non son modi, ecc. E invece lui, l’Obama, non ha detto niente, ha sorriso e ha fatto finta di trovare spiritosa la battuta. Dopo ha anche invitato il nostro presidente a prendere un caffè alla Casa Bianca.

Il Nobel per la matematica, secondo alcuni, non viene assegnato perché la moglie di Alfred Nobel, quello che ci ha messo i soldi all’inizio, aveva una tresca con un matematico olandese. Secondo altri Alfred Nobel non era neppure sposato, e non sono mai esistiti matematici in Olanda. In fondo sarebbe come se Michelle, la moglie di Obama cantata anche dai Beatles, avesse una tresca con Bruce Sprinsteen. Non sarebbe carino, non avrebbe senso, ma sicuramente Obama non se la prenderebbe, non avrebbe scatti d’ira inconsulti. Parlerebbe con tutti, manderebbe altri soldati in Afghanistan, farebbe fare la pace tra Israele e quegli altri, insomma si attiverebbe un casino per la pace nel mondo, tanto che toccherebbe ridargli il premio anche l’anno prossimo, e non sono sicuro che il regolamento lo permetta. Anche se lo permettesse non sarebbe carino, come quando hanno detto a Lucio Battisti che non lo facevano più partecipare al Festivalbar perché tanto vinceva sempre lui. Tutto questo, per dire.

c'è del tenero?
c’è del tenero?

la verità mi fa male, lo so…

9 ottobre 2009

ber bin

Lui le ha detto: “Sei brutta!

Lei ha risposto: “Lo dici solo perché non te la do

Uno ha esposto una lapalissiana verità; l’altro(a) una irresistibile cazzata. L’insostenibile leggerezza del dibattito politico.